Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/370

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vecchia serva come all’unica persona che potesse svelargli la verità. E uscì e andò in cerca di lei.

Passando davanti alla casa di Marielène vide le finestre illuminate, e come spinto da un desiderio morboso più forte della sua volontà si accostò al portoncino, lo spinse, vide Bruno nel vano della porta di cucina.

— Come stai? — gli domandò, avanzandosi fino alla porta e guardando nell’interno della cucina. — La vostra serva dov’è? Avrei bisogno di parlarle.

Bruno si ritrasse, fissandolo coi suoi occhi tristi e chiari di malato; e Predu Maria ebbe l’impressione di averlo sgradevolmente sorpreso con la sua visita improvvisa.

— La nostra serva? Arrita? Da oggi non è più al nostro servizio.

— Ah, no? E dove potrei trovarla?

— Non saprei. Credo, presso certi suoi parenti, in vetta al Corso.

— Ah, bene; so dov’è....

Entrambi si fissavano con uno sguardo acuto e diffidente, senza sorridere, senza pensare a stringersi la mano.

A un tratto Marielène apparve sull’uscio in fondo alla cucina, e vedendo Predu Maria trasalì, poi si mise a ridere.