Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/47

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 41 —


quavite perchè una piccola caldaia bolliva sul treppiede nel camino, e l’odore dell’alcool inondava l’aria.

Finalmente anche il paesano se ne andò; e Antonio Maria, con le maniche rimboccate sulle braccia pelose che odoravano d’acquavite, s’avvicinò al lettuccio e vedendo che il suo ospite teneva gli occhi aperti gli domandò scusa se non lo aveva lasciato dormire, e gli fece sorbire un altro bicchiere di calmante. Predu Maria si addormentò, ma per tutto il resto della notte non fece che sognare affannosamente.

Gli pareva d’essere ancora giovinetto; sua madre viveva ancora, l’agiatezza regnava nella casa. Nella stanza di sopra la tavola era apparecchiata e dalla finestra si vedeva, bianco sullo sfondo grigiastro della montagna, il paese dominato dalla torre scura della chiesetta.

Giù, nella bottega di tele e di panno scarlatto, la madre, donna di antica razza, si indugiava a vendere una berretta sarda ad una vedova ricca e boriosa; ed entrambe si squadravano da capo a piedi, serie e composte.

— Sette pezzas,1 — diceva la vedova, palpando la berretta.

  1. Una pezza vale mezza lira.