Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/90

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Sebbene contrariato, Bruno scrisse un biglietto a Predu Maria dicendogli che finalmente poteva mandargli una buona notizia: «Il signor Perrò, dopo le buone informazioni che io gli diedi sul suo conto, decise di darle lavoro: venga subito».

IX.

Predu Maria arrivò il giorno dopo. Non zoppicava più, ma era alquanto dimagrito, e i suoi occhi parvero al capo‐macchia più chiari del solito, come gli occhi di un uomo malato.

— Sono quasi scappato di nascosto, — egli raccontò. — Non voleva che io cercassi lavoro, quel diavolo! Quando seppe che venivo quassù mi ha coperto d’ingiurie: pareva volesse mangiarmi vivo! Ma guarda, se ci vuol pazienza! Adesso dice che non mi guarderà più in faccia.

Egli scuoteva la testa, ma pareva impensierito per il dispiacere dato al suo ospite ed amico.

— Eh, capisco, — disse Bruno con calma, — le relazioni sue col Perrò non sono ottime.