Pagina:Deledda - Il paese del vento, 1931.djvu/88

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«No, no, io sono sola, io voglio restare sola: non ho nulla di comune con quest’uomo sconosciuto, che mi ha condotto qui con inganno, come l’orco nella sua casa nel bosco.»

Ma non parlavo: avevo deciso di non parlare più. La mia valigia restava aperta sul letto, e le mie cose più intime sparse qua e là, sotto la luce triste della finestra dietro i cui vetri si sbattevano disperatamente le fronde dei salici; così mi sembravano sparsi e smarriti in un deserto desolato i miei giorni migliori, quando preparavo il mio piccolo corredo con tante illusioni sulla punta delle dita.

Egli intanto versava l’acqua nel catino e preparava il sapone e gli asciugatoi: poi aprì l’armadio e disse che, per quella sera, le nostre robe si potevano riporre lì dentro.

— Me ne incarico io. Intanto, prendi: bevi, su, non fare la capricciosa.

Per forza mi fece bere un po’ del caffè che si era conservato caldo nel tubo apposito: e non mi accarezzava, non mi di-