Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/136

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L’uscio della camera del malato era chiuso: un barlume grigio scendeva dal lucernaio battuto dalla pioggia. Cristiano non osava picchiare, e stava lì, ansioso, come un ladro: eppure provava una gioia dolorosa al pensare ch’ella era là, dietro quell’uscio che bastava spingere per vederla: e piuttosto che tornare alla sua solitudine, alla desolazione di quei giorni passati, avrebbe preferito vivere sempre così, dietro la parete della stanza ov’ella respirava.

Infine ella dovette accorgersi che qualcuno era nel pianerottolo perchè aprì l’uscio e guardò. Anche lei era spaurita dalla solitudine; ma nel vedere Cristiano si oscurò maggiormente in viso.

— Sono venuto per salutarla, — egli disse umilmente, col cappello fra le mani come usano portarlo i mendicanti. — Devo andar via.

— Ah, lei va via? E dove? — ella disse con improvvisa curiosità. — Anche noi si vorrebbe andar via. Mi hanno indicato un