Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/41

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 31 —

cane, disponendosi a rientrare, e concluse frettolosa: — del resto mio marito non esce, ancora; è anche un po’ anziano. Scusi per il cane, sa, lo farò legare: ma non abbia timore, oramai le è diventato amico. Tu capisci. Fido, il signore è nostro amico.

Il cane agitò la coda e guaì lievemente in segno di assentimento. Senza volerlo. Cristiano si piegò alquanto e lo accarezzò sulla testa: e sul collare lucente lesse un nome

«Sarini».

— È il nostro nome, — ella disse, sempre più preoccupata. E aspettò che egli dicesse il suo: ma poichè egli taceva, lo salutò con un cenno del capo e s’allontanò nel prato bianca e luminosa come l’immagine stessa del crepuscolo.

Allora egli riprese la sua brocca e il suo secchio; e fatti alcuni passi si accorse che erano vuoti.



Appena rientrato a casa si tolse il cappello perchè sudava come avesse fatto una corsa sotto il sole: e stette a guardarlo, il suo vecchio cappello di feltro un tempo