Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/47

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— Che importa a loro di me?

— Sarà per curiosità. La signorina disse: ma quell’uomo vive sempre solo?

— Quell’uomo?

— Quel signore, — corresse Ghiana per conto suo. — Vive solo, dico io. Da tre anni che lo conosco vive solo e non vuole essere molestato da nessuno. La signorina disse: cos’è? un pittore? — No, dico io, è un signore, ma non vuole molestie. Se sarà molestato venderà la casa e se ne andrà.

— Tu potevi fare a meno di spifferare i fatti miei. E poi, cosa ne sai tu di me? Comincia tu a non seccarmi.

— Credevo di farvi piacere, — ella disse intimidita, ma non senza malizia. E si preparò subito ad andarsene. Egli la pregò di portargli l’acqua, prima; e quando ritornò con l’acqua le chiese se poteva fare anche a lui i servizi più grossolani della casa.

Sì, sì, ella era disposta a servirlo giorno e notte; e gli sorrideva e lo guardava diffidente e felice: ed egli si sentiva scrutato e indovinato fin nel profondo dell’anima dalla malizia di lei.

Allora, per farle dispiacere le disse che, giusto, non gli era più possibile far tutto da sè, come i boari d’Australia, adesso che qualcuno poteva vederlo e beffarsi di lui.