Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/72

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Tanto che, andata via lei, la cosa più inquietante parve a Cristiano il pericolo che correva il gatto: lo rassicurava il pensiero che il cane era legato; ed ecco invece qualche mattina dopo se lo vide ricomparire davanti: non in casa, però: adesso teneva il cancello sempre chiuso.

Aveva fatto un bagno in mare e stava sdraiato sulla sabbia, dietro una distesa di giunchi marini.

Oltre questa giuncaia che ondulava al vento lieve come un campo di grano, si vedeva, nero sull’orizzonte lilla, un gruppo di scogli; piccole onde spumose lo assalivano senza tregua, ma dolci e bianche come torme di conigli, introducendosi rapide in ogni fessura donde scappavano subito spaventate da qualche cosa che c’era là dentro; e incontrandosi con le onde venienti tentavano di farle tornare indietro, ma anche quelle proseguivano la corsa verso gli scogli, ripetendo lo stesso assalto, la stessa fuga. Era un gioco continuo, eguale, armonioso nel suo monotono movimento di scompiglio, e l’uomo provava piacere a guardarlo, affon-