Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/92

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chiamarmi, col mio nome. Corro, domando chi è, ma sento solo un fruscìo.... un passo che fugge. Qui, all’angolo della siepe: credo anch’io sia nascosto fra i cespugli. Io le consiglierei di sciogliere il cane.

Andarono a sciogliere il cane, ed ella si chinò ad accarezzarlo sulla testa, dicendogli qualche cosa sottovoce. Il cane tremava tutto; si rizzò, come volesse abbracciarla, le leccò le mani; poi si slanciò silenziosamente verso il mare.

La voce di lei risonò di nuovo, con desolazione, e tutti corsero di qua e di là come folletti nella notte pallida angosciosa.

A frammenti ella raccontava come il malato era fuggito: lo raccontava a Cristiano, ma pareva lo gridasse alle cose intorno, e il rumore del vento e delle onde, a misura che si avvicinavano al mare, accompagnava la sua voce.

— Lo avevo lasciato assopito. L’uomo, che dorme nella stessa camera, preparava il suo letto. Ed io ero così sicura di lui! Un uomo serio, già quasi vecchio, con moglie e figli. Mi pareva così affezionato e fidato.... Ma da qualche giorno osservavo che stava troppo volentieri in compagnia della mia donna.... Io stavo già a letto quando m’è parso di sentire la porta ad aprirsi....

Sto un momento in ascolto: silenzio: poi