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112 il sigillo d’amore

qua fuori. E il tubo di zinco si porta via con l’acqua anche il vino della cantina che viene venduto a vile prezzo per pagare le spese del disastro.


*


Di notte, quando tutti dormivano, io leggevo. Leggevo accanto al camino della cucina, perchè era il posto più caldo: la tenue luce del lume ad olio si mangiava i miei occhi: che importava? Quando si è ricchi di una cosa non si esita a scambiarla con un’altra che sembra egualmente preziosa: e sono invece scambi di perle vere con perle false.

Dei libracci letti in quel tempo non ne ricordo uno; eppure non li rinnego perchè la loro prosa era come il libretto scempio di un’opera musicale grandiosa. L’orchestra dei venti, del torrente ingrossato, dei boschi sul Monte contorti dal dolore dell’inverno, rombava intorno alla casa minacciata dalla rovina: e pareva d’essere davvero in una imbarcazione protetta solo da Dio, che andava, andava giù per un grande fiume ignoto, verso una lontana riva di sogni.

Una notte però la barca parve arenarsi; l’impressione di un pericolo inevitabile mi fa so-