Pagina:Deledda - Il sigillo d'amore, 1926.djvu/77

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La tartaruga 71

fumo nauseante; sullo sfondo bianco di un medaglione inciso sulla prima paginetta, una donna melanconica, con un lungo ricciolo azzurro pendente dalla tempia destra, s’appoggia ad un’ara fumante: ha strani oggetti in mano; quello che sostiene con la destra sembra un bastone; e alcuni bambini nudi, ai suoi piedi, si divertono a guardarlo e forse a tentare di prenderglielo.

Anche lei, la serva, guarda così il libretto: si china meglio a osservarlo, infine lo prende e lo sfoglia; è fatto di molti biglietti di cinquanta lire nuovi, ancora appiccicati gli uni agli altri.


*


Con questi — pensa — potrei filare subito alla stazione e tornarmene laggiù da noi. Chi sa niente di me? Cercala! Il vecchio è appena uscito e non tornerà che fra due ore: e a lui questi soldi non fanno nè caldo nè freddo.

Un attimo: e il potrei del primo impeto si cambia in posso.

Si cacciò il libretto nel seno e finì di riordinare la camera: un ragionamento errato di salvezza la guidava; se la raggiungevano e la prendevano, laggiù dove voleva andare, faceva