Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/111

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sentiva ch’essi erano felici di non vederla, e s’intendevano anche troppo, e questa loro intesa fatta di baci, questo loro ritrovarsi al di fuori di ogni altro vano interesse, la pungeva con un senso di gelosia e quasi di odio. Le pareva che la sua casa stessa la cacciasse fuori, per accogliere meglio l’amore di quei due e partecipare alla loro festa.

«Egli era venuto per cercare di te, e ha creduto di amarti in me: ed egli ti avrebbe amata se ti avesse veduta bella come l’amore può renderti.» Le parole della fanciulla trasognata e pentita le soffiavano ancora sul viso, col vento odoroso dei cespugli del prato; e invano ella guardava il gioco dei ragazzi, giú, e delle rondini, su, e delle ombre, e pensava che tutto nella vita è gioco: il sapere che quei due si amavano dentro la sua casa, e nella speranza di esserne un giorno padroni già se la godevano come i maggiolini accoppiati nella rosa, le stroncava le reni.

E spinta da un istinto di rabbia e d’angoscia, come per una iniquità consumata