Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/143

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— Grazie a Dio no, — ella rispose quasi aspra: — non avevo ragione d’illudermi, e quindi di disilludermi.

L’uomo tornò a tendersi in avanti, a mettersi come in equilibrio davanti a lei: che lei non ritenesse di aver egli voluto offenderla con la sua innocente insinuazione.

— Perché lei è una donna saggia...

— Che ne sa lei? — ella interruppe subito. — Lei non mi conosce: quando mi avrà bene conosciuta forse cambierà opinione.

— L’importante è che lei mi permetta di conoscerla; solo questa speranza mi rende felice. Molte donne, appunto le piú equilibrate, amano farsi credere il contrario, e loro stesse lo credono, perché nella loro coscienza vorrebbero essere più perfette: le donne leggere e incoscienti non sanno di esserlo e sopratutto non lo dicono. Quello che conta, nella vita, sono le opere.

— Chi sa? Non sempre le nostre azioni corrispondono al nostro modo di sentire: la vita è, dopo tutto, una commedia.

— Sono cose che si leggono nei romanzi. La vita vera è altra, almeno per conto