Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/167

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


vivono per godere la vita nella sua divina semplicità.

«Per tre quarti dell’anno, e anche più, mi piace lavorare e studiare, fare il bene per me e per l’umanità: arriva però anche il mio periodo di vacanza, e allora amo viaggiare, conoscere luoghi e paesi e uomini nuovi: e se non posso farlo attraverso il mondo lo faccio entro le mura stesse della città: anche una piccola stanza può essere un mondo quando si ama la vita; e si deve essere tutti come l’arabo che s’inginocchia e ringrazia Dio perché gli ha concesso di dissetarsi alla fontana.»

La mattina dopo mentre ella stava a pettinarsi davanti a un piccolo specchio attaccato alla maniglia della finestra, abitudine e specchio conservati dal tempo della povertà, la serva bussò all’uscio e senza entrare,