Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/178

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per interesse, ma lo ha fatto anche per passione. E mai finora ha neppure lontanamente accennato al mio inganno: è gentiluomo, con me, anche nell’intimità piú nuda. Come non posso essergli grata? Dopo tutto se spende, spende i denari suoi: io mi vergogno a rimproverarlo... Se tu lo conoscessi da vicino, — disse infine con un impeto che la fece arrossire, — lo ameresti tu pure. Tu non lo conosci, non hai voluto conoscerlo: solo avevi premura di mandarci via, poiché, è giusto, la nostra presenza e il nostro amore ti annoiavano.

— Quante cose ingiuste che tu dici! — protestò sordamente l’altra.

— No, no, tu non ci vuoi bene: ed è male. Bisogna amare, zia, non per la carne ma per lo spirito: non c’è altro che riscaldi la vita. Che cos’è l’uomo senza amore? È una bolla di sapone falsamente luminosa. Perché non hai piú scritto? — domandò poi, abbassando stranamente la voce come per invitare l’altra a confidarsi, a dire la verità.