Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/180

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


— Tu non mi intendi, zia, perché non mi vuoi intendere. Appunto perché la vita è una cosa seria io ti parlo così.

— Lasciamo andare, — ripeté l’altra con stanchezza. — Parlami piuttosto del tuo viaggio e delle cose belle che hai veduto.

— Il viaggio? Chi se ne ricorda? Mi pare di aver veduto tutte quelle cose al cinematografo: avrei preferito certo star qui. Anche giú al mare è stata una vita movimentata: sempre gente, musica, gite di qua e di là. Andati via i villeggianti, io sarei volentieri rimasta laggiú, anche per economia; ma egli dimagriva e impallidiva di noia, poiché dice di essere un solitario mentre non può vivere se non in mezzo alla gente; si burla un po’ di tutti e giudica ferocemente il prossimo ma non può farne a meno... Adesso, continuò, accorgendosi dell’interesse che l’altra dimostrava per questo ritratto a chiaroscuro ch’ella tracciava del marito, — chissà cosa mai combina con l’appartamento di qui: il guaio è che, intanto, abbiamo due case: però...