Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/207

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per scusarlo, il perché di quel cattivo stato di cose:

— Ci sono stati i profughi.

Ma dal fondo veniva un fascio di luce, come da una terrazza sul mare, e da quel vivo chiarore balzò verso la donna, con una rapidità silenziosa che rivelava l’ansia dell’attesa, l’uomo che l’aveva chiamata.

Come il primo giorno che si erano incontrati, era vestito di scuro, con la stessa maschera in viso, fra di vecchio e di molto giovine, la stessa correttezza di linea, e gli occhi calmi, d’una calma volontaria che però non riusciva a nascondere un fondo di tristezza; e anche adesso fece atto di baciarle la mano, ma solo per un istinto che subito vinse: e le due mani si sfiorarono e si sfuggirono come due nemici che s’incontrano per forza e si scansano a vicenda.

— Come sta Maria?

— Bene, grazie. Ti aspettavamo per stasera, ma credo ch’ella abbia già indovinato il tuo arrivo. Adesso la vedremo. Tu non hai valigie? — egli domandò guardandosi indietro mentre la conduceva per il corridoio.