Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/52

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silenziosa e quasi religiosa, — tanti problemi da risolvere, che non amo occuparmi troppo di quelli degli altri; mi piace quindi muovermi il meno possibile, contemplare e pensare. Per questo, odio andare con la folla; mi piace la carrozza piú che l’automobile, e amo gli angoli caldi e molli dei salotti dove uomini d’intelligenza discutono di cose che mi piacciono, mentre i colori delle donne belle e fini contrastano con quelli dei fiori e dei quadri. Lei mi dirà: «Insomma lei è un gaudente e un bell’egoista»: gaudente forse sí, se s’intende parlare solo del gaudio dello spirito: egoista no, proprio no. Non sono, per esempio, capace di far soffrire neppure una bestia, neppure un fiore, per il godimento mio, anzi, se la passione mi muove, sono pronto a tutti i sacrifizi. Non per vanità, ma in guerra ho fatto silenziosamente il mio dovere senz’altro scopo che quello di farlo.

E narrò, con la sua voce fredda e incolore dei momenti comuni, episodi tragici nei quali egli s’era giocato la vita come i bambini un soldo a testa o croce.