Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/89

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lei non nascondeva a sé stessa che aspettava con trepidazione mista di curiosità e desiderio di vendetta.

Vendetta per essere l’uomo venuto a storcere in qualche modo la linea della sua esistenza di ogni giorno, e sopratutto perché sentiva che nel dramma di quei due che dicevano di amarsi e s’ingannavano a vicenda in un gioco di maschere al veglione anche lei forse verrebbe involontariamente travolta.

Subito infatti, appena egli entrò, alto e sicuro, e si piegò a baciarle la mano restía, nel sentire il profumo di maschio raffinato che saliva dai capelli morbidi e dalla nuca scarna di lui, provò uno smarrimento fisico, come se la bocca di lui le soffiasse sulla punta delle dita l’alito delle bramosie che lo conducevano a lei: ma l’uomo non s’era ancora sollevato ch’ella già s’irrigidiva piú ostile di prima.

— S’accomodi.

Egli si accomodò di fronte a lei, e la sua persona parve seguire le linee della poltrona come questa fosse stata fabbricata