Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/90

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su misura per lui, i piedi bene poggiati a terra, la nuca aderente al velluto gonfio dell’alta spalliera, e una certa espressione di abbandono nelle mani che seguivano senza stringerli i pomi in cima ai bracciuoli. Anche il viso e lo sguardo erano calmi, sebbene un po’ stanchi, d’una stanchezza che finalmente si riposa.

«Tu credi di essere già a casa tua», pensò la donna con derisione feroce: eppure in fondo aveva quasi paura di doverlo crudelmente disilludere.

— Signora, — egli cominciò lentamente, un po’ distratto, cercando le parole già preparate e che non riusciva a trovare subito, — lei sa già lo scopo della mia visita. Un caso fortunato mi ha fatto conoscere la sua nipote Maria; più che la sua bellezza l’espressione di bontà e d’intelligenza che le illumina il viso mi ha subito preso e vinto. Mi sono permesso di seguirla, di cercare di avvicinarla e conoscerla; e il mio piú vivo desiderio è adesso quello di poter diventare il compagno della sua vita.

Incoraggiato dall’impassibilità della donna che