Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/96

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ho storto il suo destino. Senza di me egli non sarebbe morto, e morto in quel modo, e la vita della ragazza avrebbe preso un’altra piega. A parte questo, che può essere una superstizione, in realtà ella è la mia sola erede diretta, e può contare specialmente sulla collana, perché il mio povero padre la ebbe davvero da persona che si riprometteva di ricuperarla entro un dato termine: e lui, che era uomo di affari ma anche di coscienza, la lasciò a me, con l’obbligo di trasmetterla solo dopo la mia morte, agli eredi diretti, sempre con lo stesso obbligo, ove non venisse disimpegnata a tempo. E finora, ripeto, il mio solo erede diretto è mia nipote.

«Mi lasci parlare, — insisté, osservando un gesto di lui, di protesta quasi angosciosa: — è necessario. La vita è difficile e bisogna guardarla in faccia. Io non so quello che può accadere di me, domani: posso ammalarmi, ma posso anche trovare l’occasione o il bisogno di crearmi una famiglia. Sono vecchia? Sono giovane? Non lo so: a volte mi pare di essere vicina a