Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/106

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vava ancora nella sua valigia dalla quale non si decideva a toglierlo quasi per un senso di superstizione; aveva paura che glielo rubassero e che questo gli portasse sventura.

La madre era dunque, come del resto anche il padre, un misto di rozzezza e di bontà gentile; egli ricordava che ella non lo baciava mai; ogni sera però lo accompagnava al suo lettuccio e pregava per lui a voce alta. Ed egli sentiva cadergli sulla testa, come stelle e fiori, le parole della preghiera, ma avrebbe preferito dei baci.

Così quando giovine già maturo si trovò circondato dalle cure e dalle carezze di una donna, era caduto fra le braccia di lei come un bambino stordito. Era una parente già anziana; e sebbene non alla sua prima colpa, quando si accorse di essere madre e che fra loro non poteva esistere altro legame, s’era impiccata.

Egli trema ancora al ricordo; non lo caccia però, questo ricordo, anzi chiude gli occhi per fissarlo meglio. Rivede la donna penzoloni da una trave, come una grande marionetta; si è coperta il volto; si è vestita di rosso, con nastri d’oro; i colori che a lui piacevano; si è vestita così per andare a nozze con la morte; e sotto c’è una sedia a terra che pare caduta per il terrore.

Un bambino di tre anni, frutto delle prime colpe di lei, dorme tranquillo nel letto comune;