Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/107

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ella gli ha rimboccato bene le coperte, gli ha disteso un fazzoletto sul viso perché neppure nel sonno veda: e sul guanciale ancora segnato dalla testa affannata di lei, ha messo un ramoscello d’olivo.

— Pace, pace, — singhiozzò ancora l’uomo, riaprendo gli occhi grandi di dolore e di rimorso.

Il figlio della donna egli lo aveva adottato: e gli anni erano passati. Nessuno sapeva della sua colpa, ed egli anzi veniva considerato uomo austero e caritatevole, un mezzo prete, come lo chiamavano i suoi scolari che lo rispettavano ma non lo amavano.

La madre intanto tirava su il ragazzo come un suo vero nipote; lei sola dubitava della verità ed era grata alla parente che con la sua morte volontaria aveva evitato lo scandalo e il disonore della famiglia; il bambino cresceva bello e prepotente: sapendo di non essere figlio del maestro lo chiamava zio e non c’era caso che gli obbedisse una sola volta.

Finite le scuole elementari dichiarò di non voler saperne oltre; e il maestro che desiderava trasmettergli almeno il suo sapere e la sua cattedra, cominciò a soffrire come un vero padre per l’avvenire oscuro del figlio.

Ma aveva accettato questa paternità come un’espiazione della sua colpa, e guardava con