Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/11

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la gioia della solitudine, si è lasciato lusingare dall’azzurro delle lontanauze; ed ha creduto di raccogliere solo il necessario per la sua vita in quelle due valigie il cui odore di cuoio nuovo rivela in chi le porta il viaggiatore novellino. Ma la vita si vendica; e quelle valigie adesso gli pesano come piene zeppe di tutto il suo passato.

E mai come adesso ha sentito la distanza insuperabile che lo divide da quella famiglia che infine non è la sua.

La famiglia è creata dall’uomo con l’essenza sua stessa, col suo seme, il suo sangue, il suo sudore: e fra lui e quell’altra famiglia esiste solo un legame sentimentale più fragile di un filo di ragno.

Tanto è vero che nessuno gli è venuto incontro.

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Ma neppure pensò di tornare indietro, anzi si mise a camminare tranquillo per il lungo viale confortandosi subito con la speranza di poter il giorno dopo e poi accompagnare la sua alla solitudine di quella passeggiata serena.

— Saremo amici, buona strada: dopo tutto tu