Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/174

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 168 —


come il cane: e segue la strada verso il molo, poi verso il mercato del pesce. Antonio non si vede ed egli è quasi contento di non incontrarlo: tuttavia continua nella sua ricerca; risale tutta la strada lungo il canale, volge a sinistra, entra nel cuore del paese. Antonio non si vede: ma all’angolo della piazza, fra la bottega del fornaio e la rivendita di vino e liquori, dove il marciapiede è mobiliato di tavolini e sedie e ornato di vasi con foglie verdi, un gruppo di amici suoi chiacchiera e osserva i passanti. Il maestro è subito preso di mira: egli vorrebbe tornare indietro e nascondersi allo svolto della strada; ma oramai si sente assoluto padrone di sè e controlla ogni suo istinto: va avanti, quindi, saluta chi lo saluta, continua per la sua strada.

Le donne che vendono le erbe e le frutta lo chiamano: egli si ferma presso quella dalla quale di solito si serve, e compra un po’ di ciliegie, col pensiero di far piacere a Ornella: ed ecco, d’un tratto trasalisce, nel più profondo mistero della sua umanità, accorgendosi che già un sentimento nuovo, che non è paura, non riguardo, non pietà, ma amore e quasi istinto di paternità, lo unisce alla donna, o meglio alla creatura che è dentro di lei.