Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/219

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le talpe sotterra a dormire. Il caldo invece è il mio elemento: e perciò me ne vado nei paesi del sole, in Australia o nell’interno dell’America del Sud; voglio vivere come un serpente, al sole; o nelle foreste dove le foglie sono così grandi che un uomo ci si può coricare come in una culla, e i tronchi scavati degli alberi servono da capanne. Vivere di pesca e di caccia, ritrovarsi nudi a contatto con la natura vergine, questo sarebbe il mio sogno; ma io devo pur lavorare, per mio fratello, e forse la sorte mi spingerà invece nelle grandi città industriali, nelle bolgie dove col sudore della fatica si fabbrica l’oro. Basta; Dio mi aiuterà. Se permette le manderò mie notizie, e lei, che è così buono, mi darà notizie di qui, — disse poi guardandosi attorno: i suoi occhi ingranditi si fermarono ancora su Ornella, e poichè lei lo fissava affascinata i loro sguardi s’incontrarono e si fusero perdutamente come quelli di due amanti.

Il maestro si accorgeva di tutto e ne provava dispetto. Ecco che quella sgualdrina affilava le sue armi, anche con uno di passaggio per un’ora, con l’ultimo dei delinquenti che fra un’ora il vento della sorte portava via per sempre. Ma pure lui aveva l’impressione di sognare. Il polso gli batteva forte, e il calore e il ronzìo delle orecchie gli rivelavano la febbre. I discorsi del