Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/232

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 226 —


— È proprio vero. È proprio così.

— E insomma, uno di voi deve sposare Ornella. Sarà Proto? Sarete voi?

— La carne di cervo non mi è mai piaciuta, — disse Gesuino con una smorfia di disgusto; e parve pentito di aver parlato già troppo, e deciso a non proseguire: ma dopo che andò a sedersi accanto al fuoco e si chinò per rattizzarlo, sentì il bisogno prepotente di dichiarare un suo proposito: — se mio fratello commette quella corbelleria, le assicuro però che quella ragazza filerà dritto. Ci penserò io, porco mondo cane!

L’arrivo di Marga e di Ola impedì al maestro di fare le sue considerazioni. Del resto tutti i mali del mondo venivano dimenticati quando la presenza di Ola illuminava l’aria intorno: e realmente la sua vestina di lana rossa irradiava un senso di luce e di calore.

Le sue manine, invece, che il nonno prese entro le sue, erano fredde come state sepolte nel ghiaccio; e anche la punta del nasino, che sfiorò il viso di lui, dava l’impressione di un frutto gelato; ma dalla bocca rossa usciva un vapore tiepido come dalla terra nelle albe di primavera, e i suoi occhi ricordavano il sole nascente.

— Non ti bacio per non attaccarti la malattia, — disse il nonno, respingendola suo mal-