Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/51

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L’ho amata ancora prima di conoscerla, ed è stato, si può dire, il mio primo vero amore.

Ero ancora quasi un ragazzo e se il mondo lo conoscevo in lungo e in largo e le donne non mi facevano paura, proprio innamorato cotto non lo ero mai stato.

La signora marescialla, quando scendeva giù nell’orto a sorvegliare il mio lavoro, mi parlava sempre della sua misteriosa vicina, dicendomi che era bellissima, che aveva destato grandi passioni, anche in un fratello di Adelmo andatosene per amore di lei nell’isola di Giava, dove infatti si trova ancora, fortunatamente: e infine che non era possibile neppure vederla perchè non riceveva nessuno, tranne che i più stretti parenti, e mai più sarebbe uscita di casa, fedele alla memoria del marito.

— Quanto scommette che io invece riesco a vederla? — dico alla marescialla, un giorno di ottobre. — Non è poi la casa dell’orco, quella senza porte e senza finestre. Ed io riuscirò a vedere la signora Marga nella sua camera, proprio nella sua camera.

La marescialla era anche lei una bella donna maliziosa, che stava volentieri in mia compagnia, e credo mi facesse lavorare nell’orto appunto per questo, mentre si divertiva a stuzzicarmi parlandomi sempre di amore, di donne, e specialmente di Marga.