Pagina:Deledda - La giustizia, Milano, Treves, 1929.djvu/211

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vi è dunque nulla quassù? Neppur un’aquila davvero?

— Ah! Ah! — rise il pastore; ma probabilmente con un altro genere di riso giallo. — Altro che ce ne sono! Ma se avesse incontrato quella, eh?

— Gelsomina! — gridò acutamente Stefano, vedendo il cane correr dietro un povero porcellino spaventato.

— Lo prende per un cinghiale! Ohc! ohc! tè! tè! — gridò il pastore battendo le mani. Poi si volse ancora al padrone: — Se avesse incontrato quell’aquila?....

— Avrei fatto quel che mi pare e piace. E così vi prego di far voi. Il resto lo farà la giustizia. Andate e date qualche cosa al cavallo. Ma non c’è dunque nessuno, da queste parti?

— I miei compagni son tutti dispersi qua e là, che il diavolo li disperda. Io dissodavo là sotto; ma ho un bue malato e temo mi muoia. Ho mandato mio figlio nei salti d’Orgosolo, in cerca del lentischio vero, e credo tornerà stasera.

— Cosa è questo «lentischio vero»?

— Oh che non lo sa? — disse il Porri convinto. — È una delle poche macchie di lentischio sacro che si trovano nell’isola di Sardegna: ha le foglie grandi e lucenti, che guariscono le malattie del bestiame.

— Oh chi diavolo l’ha consacrato? Chi gli