Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/121

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la via del male 119


Tutto questo, però, oscurava alquanto la gioia di Pietro. Gli pareva che Maria, così tenera e affascinante nelle ore d’amore, volesse poi ricordargli in qualche modo la sua condizione e la distanza che li separava.

Ah, egli lo sapeva bene d’essere un servo, ma sperava sempre! L’amore può far miracoli.

— Mia zia ha finalmente fatto testamento in mio favore, — egli disse una notte a Maria, nella cucina ov’ella era scesa cauta e vibrante. — Vedrai, mia zia è tanto vecchia. Ah, se tu vorrai aspettarmi! Io venderò subito la casetta, la terra, tutto, e farò il negoziante. Vedrai... vedrai...

Maria si lasciava baciare, ma non incoraggiava le speranze di Pietro. Fra loro non si parlava mai apertamente di matrimonio, ma ad ogni modo Maria prometteva fedeltà al suo giovane innamorato. Qualche volta un’ombra turbava le loro ore di dolcezza; Pietro si rattristava. Maria s’irrigidiva.

— Che hai, cuore mio?

— Nulla. Pietro. Ma sono di malumore, stanotte. Non badarci.

— Anch’io.

Non osavano dire ciò che pensavano, ma si scambiavano baci che avevano un gusto di voluttà dolorosa. Poi dimenticavano la loro tristezza per godere istintivamente l’ora presente, l’attimo che fuggiva per non ritornare più.

Si vedevano quasi sempre di notte, e durante il convegno chi più tremava d’una sorpresa era