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120 la via del male

Pietro. Ogni tanto egli s’affacciava alla porta e spiava, e in quei brevi istanti Maria pareva ritrovasse il senso della realtà perchè cambiava fisionomia, s’oscurava, qualche volta piangeva.

— No, io non sarò mai sua, — pensava. Che faccio io qui? perchè lo inganno?

Ma egli ritornava verso di lei e la riavvolgeva nel fascino del suo sguardo e delle sue parole.

Ella era abbastanza intelligente per comprendere che Pietro non era un seduttore; vedeva benissimo ch’egli stesso era stato travolto dalla passione e l’aveva trascinata con sè, in un vortice pericoloso, spintovi da una forza fatale: tuttavia qualche volta ella si ribellava a questa potenza misteriosa e incolpava il giovine servo d’essersi fatto amare.

— Che vuole da me? — si domandava. — Io non posso sposare un servo... Egli stesso lo sa, tantochè non osa parlarmene. Egli non è onesto, no; non si tenta così una ragazza di buona famiglia. Egli mi avrebbe corteggiato anche se avessi avuto marito...

Egli invece la rispettava perchè di giorno in giorno cresceva in lui la speranza di farla sua moglie; e voleva sposarla pura, o almeno baciata solo da lui. Non osava parlarle di matrimonio anche perchè temeva ch’ella credesse il suo amore interessato.

E di giorno in giorno, mentre in lui la passione diventava calma e profonda, e la sua anima si rasserenava davanti alla luce di un avvenire