Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/123

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la via del male 121

felice, il capriccio di Maria s’intorbidiva, si mutava in passione fosca.

La curiosità di sapere che cos’era l’amore l’aveva spinta verso l’uomo giovine e bello; e l’amore le si era rivelato, avvincendola ma non penetrandole fino al cuore.

Era lei che non sapeva, o non voleva sapere lo scopo della sua passione. In fondo al suo cuore regnava una nebbia torbida: i sentimenti perfidi dei quali accusava Pietro vibravano invece in lei.

Un giorno ella scese nella valle, dove Pietro finiva di coltivare la vigna. Si rividero sotto i peri, dove per la prima volta egli aveva notata la bellezza di lei.

Il cielo era azzurro, la valle tutta verde e morbida come una immensa culla di velluto: tutto invitava all’amore, e per un momento Pietro si credette perduto. Maria lo aveva attirato dietro la roccia ov’egli aveva sognato di baciar Sabina; l’edera odorava, due passeri s’amavano su una fronda. Gli occhi di Maria diventavano incoscienti; Pietro tremava, soffriva, ma ricordava la sua promessa:

— Non ti farò del male...

No, non voleva ch’ella si pentisse di averlo amato: ma ebbe il torto di farglielo capire.

Maria ripartì, e quando fu sola nello stradale rabbrividì pensando al pericolo scampato.

— Egli crede sempre di potermi un giorno sposare; vuol essere ben voluto dai miei parenti: ed io... io non oso dirgli che è pazzo. Oh, Dio, mio