Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/272

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tutti gli altri... Ah, no, non credevo... Ed io, io che venivo qui, solo per vederti... perchè questo è ancora l’ultimo conforto che mi resta...

— Taci, taci, — ella ripetè. — Non tormentarmi. Ti credo, ho detto; ora sono tranquilla. Sì, vattene.

— Si, me ne vado. Se vuoi non ritorno più... Dimmelo, dimmelo...

Ella non rispose, immobile nella posizione di prima. Zia Luisa rientrò mentre Pietro usciva: egli raggiunse Sabina che attraversava la viuzza, ma la salutò appena e passò oltre. La fanciulla lo seguì con lo sguardo e scosse la testa.

E l’indomani mattina Sabina si recò ad un appuntamento che il suo presunto fidanzato le aveva chiesto. Diceva a sè stessa:

— È tempo di pensare ai fatti miei: Giuseppe è un buon giovine, e qualunque ragazza della mia condizione si chiamerebbe fortunata di sposarlo. Che altre speranze ho io?

Sentiva ancora il freddo saluto che Pietro le aveva rivolto. Il dubbio che egli fosse complice nell’assassinio di Francesco la tormentava ancora; in tutti i casi Pietro non pensava più a lei; perchè dunque ostinarsi in questa vana passione? Ma per quanto ella fosse mite e ragionevole, un segreto desiderio di vendetta la spingeva. Il suo spasimante era fratello di Antonio Pera, il pastore il