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282 la via del male


Maria, naturalmente, rifiutò di far da madrina alla bimba dell’Antine. Benchè fossero passati tanti anni, il lutto più stretto opprimeva ancora la giovine vedova. Ella usciva di rado, passava nelle viuzze più solitarie, sempre stretta nel costume nero di vedova. Anche coi parenti si mostrava seria e spesso triste: le sembrava di aver fatto quasi un voto monastico, d’essersi sottratta alla vita, mentre la gioventù le vibrava nel sangue e il desiderio della felicità le turbava l’anima.

Qualche volta si domandava se voleva nuovamente bene a Pietro. Non sapeva, o meglio non osava confessarselo: ma la presenza di lui la rendeva triste e ardente. Nessun altro uomo sapeva guardarla come la guardava lui: sotto il suo sguardo ella si sentiva quasi mancare. La sua volontà, sempre così ferma e vigile, si piegava solo davanti a Pietro.

La mattina del battesimo, una domenica gaia di sole e di scampanii argentini, l’ex-servo entrò improvvisamente nella cucina dei Noina. Zio Nicola e zia Luisa erano andati alla messa cantata della chiesetta del Rosario, dove si celebrava la festa di San Giuseppe: Maria preparava il desinare, sola, scalza e modestamente vestita.

— Buon giorno, Maria, — disse Pietro, entrando e avvicinandosele.

Ella si volse, un po’ turbata. Egli era vestito con lusso; con la mano bianca come la mano d’un borghese, si accomodava la berretta sul capo.