Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/285

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la via del male 283


Maria s’affrettò a mettere i piedi dentro due babbucce nere; poi sorrise e disse:

— Mio padre è andato alla messa del Rosario. Volevi parlare con lui?

— No, voglio parlare con te.

— Siediti dunque. Avete fatto già il battesimo? — ella disse, prendendo una sedia e spolverandola, sebbene l’avesse già spolverata fin dalla mattina presto. — Siediti qui: ecco, non lì: puoi sporcarti.

Mise la sedia vicino alla porta e tornò verso i fornelli; non sapeva come nascondere il suo turbamento.

Nella cucina pulitissima, il cui pavimento era qua e là spruzzato d’acqua, regnava una dolcezza, un tepore di focolare acceso; una pace, un silenzio di casetta tranquilla. Pietro si fece coraggio: egli rioordava solo i bei momenti vissuti in quell’ambiente famigliare, che aveva dato alla sua antica passione una cornice pura e ardente.

— Maria, tu indovini perchè son venuto... Vieni qui vicino, volgiti, ascoltami. Quanto tempo è passato! Ma volgiti, vieni qui.

Ella si avvicinò.

— Dammi la mano. Maria! No? Perchè abbassi gli occhi? Perchè non vuoi darmi la mano? No, non aver timore; tu sai che ho giurato di non farti mai del male. Vieni.

Ella scosse la testa, senza sollevare gli occhi, e disse:

— Spiegati bene: che vuoi da me?