Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/326

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324 la via del male

per avere la sua parte di sole e di terra! Che colpa ne ha lei se ha dovuto lottare e se ancora deve lottare per non essere vinta e presa al laccio nell’agguato terribile della vita?

Ecco, l’essere primordiale risorge in lei; non più per amare, come nei giorni passati, ma per lottare e difendersi. Ed a misura che l’ora passa e il pericolo si avvicina, ella si munisce di tutte le sue armi femminili, che sono i suoi istinti primitivi, dominati da una volontà implacabile. Ella torna ad essere la donna che ha veduto intorno a sè i fantasmi più misteriosi, le ombre spaventevoli della morte, del delitto, del dolore; ed è passata come una figura leggendaria attraverso il bosco nero, nella notte tragica, ed è andata incontro al suo triste destino, pronta a sfidarlo.

Un passo nel cortile.

— Maria, dove sei?

Eccolo! Egli saliva, egli veniva, lieve e sicuro come una tigre: eccolo, egli si avanzava, pronto all’assalto, egli, il «ladrone». Finalmente si avverava il barbaro sogno della bambina ricca: ed ella aveva paura, come nella sua infanzia, ma nello stesso tempo sentiva che qualcuno l’avrebbe difesa come un tempo la difendeva suo padre.

Nel vederla a letto Pietro si spaventò. Le si curvò sopra, le prese una mano.