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90 la via del male

di terra, ma io venderò subito ogni cosa e col piccolo capitale metterò su un negozio di buoi. Me ne intendo io, di buoi, sapete. Chi lo sa? potrò fare fortuna. Anche voi, padrone mio, avete cominciato con niente. Datemi Maria, zio Nicola, datemela in moglie. Vedrete, diventerò ricco... Padrone, zio Nicola?... — chiamò dolcemente, abbassando le mani.

Ma zio Nicola, col capo reclinato sulla mano, non risposo. Pietro lo guardò e si accorse che il padrone dormiva.

Allora avvenne in lui una brusca reazione; come spesso gli accadeva, arrossì fino alle orecchie e sentì una profonda umiliazione.

— Sì, sono davvero ubriaco, — pensò, scrollando il capo col suo gesto sprezzante. — Dormiamo, dormiamo...

Si sdraiò sulla stuoia, poi si sollevò o guardò ancora il padrone.

— Non sarebbe meglio svegliarlo e dirgli che vada a letto?... Má no, che s’aggiusti da sè...

Ancora una scrollatina di capo, poi si sdraiò nuovamente: le orecchie gli ardevano, le palpebre, sebliene pesanti, non volevano chiudersi del tutto: striscie rosse solcavano le pareti, il tetto, il pavimento, e su queste straducole luminose passavano molte chiocciole verdastre, e qualcuna metteva fuori dal guscio lo piccolo corna rosee tremolanti: poi tutto scoppiava e si sperdeva in mille e mille scintille d’oro.

Era il fuoco che scoppiettava.