Pagina:Deledda - La via del male, 1906.djvu/93

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la via del male 91


— Che bel cantare avete fatto stanotte, Pietro, disse Maria l’indomani, con una smorfia di discusto.

— Bellissimo. Che hai da dire? — rispose Pietro, fissandola.

— Ah, sì, vi siete ubbriucati come due animali! Io non posso soffrire gli uomini viziosi. Pazienza mio padre, poveretto: egli ha molti dispiaceri e naturalmente cerca di svagarsi... Ma tu, Pietro! Vergogna! Sembravi un cane, quando sono entrata qui, stamattina: un cane davvero, buttato di traverso sulla stuoia, coi piedi sulla cenere.

Pietro s’accorse ch’ella esagerava, ma si pentì d’aver bevuto e nello stesso tempo sentì piacere per l’interesse ch’ella gli dimostrava.

— Che t’importa se io bevo o no? — le disse, sollevando la testa col suo gesto sprezzante. — Bada a te, piuttosto; bada, con tutta la tua superbia, di non prender per marito un ubbriacone, più ubbriacone di me...

— Gesù ! — ella esclamò, digrignando i denti. — me lo mangio! Meglio un bandito che un ubbriacone!

— Ebbene. — disse a un tratto il servo, guardandola, — io non mi ubbriacherò mai più, te lo prometto!

Questa promessa non commosse Maria, ma Pietro la mantenne. Quel giorno, infatti, egli andò