Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/377

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
350 PARTE

zo giorno, per governarlo secondo il costume antico, e rimesso in campagna circa due ore dopo mezzo giorno, sino al tramontar del sole, ebbe l’abilità, e la forza di durar tre mesi interi a montare sedici volte il giorno, dieci la mattina e sei la sera a vista della guardia che ne pigliava riscontro nella sua cartella, volta per volta, per renderne conto con sicurezza: onde arrivò a montare in tre mesi, senza stancarsi, mille quattrocento quaranta volte, e con tutto questo non ne restò fecondata che una sola; cosa che io non averei mai creduto, se non fosse seguito sotto miei occhi; e rimandato alla Cavallerizza di Siena campò in essa più anni in perfetta salute senza dar sugno alcuno d’essere stato alla razza, non che d’averne riportato nocumento; e quello ch’è più mirabile, si è ch’egli era d’una complessione più tosto gentile che robusta, e di spirito piuttosto moderato che ardente, e focoso. Da tali esperienze parmi che venga giustificato ad evidenza la sopraddetta mia opinione senza bisogno d’altre prove.


Del governo delli stalloni.

Per l’istesse ragioni addotte, inutile e dannoso è il costume di dare un governo maggior del solito ai Cavalli che devono servir di stalloni poichè ciò repugna alla natura, come l’e-