Pagina:Dell'obbedienza del cavallo.pdf/400

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QUARTA 373

possa impedire il passo all’Asino, che nell’istesso tempo deve andare a dirittura ad investire la Cavalla che sta in attenzione di ricevere il Cavallo, ed alla mossa di questo deve pur esser tolta di vista allo stallone la somara, che così ingannati ambedue si otterrà con più facilità l’intento desiderato.

Essendo d’uopo, che le Cavalle che si fanno montare a mano, siano riconosciute prima dal Cavallo da prova per assicurarsi che siano in caldo, perchè stiano ferme, e ricevino con piacere, e quiete lo stallone destinato; per ciò fare, si mettano in un serrato piccolo tutte le Cavalle a quest’effetto assegnate, ed in esso si lasci in libertà il sopraddetto Cavallo da prova a vista della guardia, perchè possa immediatamente separare dal branco, e dare in consegna a chi ha l’incombenza di metterle sotto li stalloni, tutte quelle di mano in mano che s’adattano a lasciarsi montare, senza dar tempo al Cavallo di compire l’opera, a cui s’accinge di dare esecuzione; che così facendo si ottiene un doppio intento, senza strapazzo nè delle Cavalle, nè degl’uomini, cioè d’assicurarsi di quelle, che sono in caldo, e che vengano più presto in amore quelle che non vi sono anche venute, stante l’incentivo, e lo stimolo che gli dà la vista del Cavallo sopraddetto.

Dieci o dodici Cavalle per ciascheduno stallone è il numero che può darlisi, e tre volte