Pagina:Dell'oreficeria antica.djvu/55

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degli anelli essere stato recato a Roma dalla vicina Etruria sotto il regno di Tarquinio Prisco; però sembra fuori di dubbio che i primi Romani sia per povertà per rigidezza di costumi non portassero se non anelli di ferro, i quali erano destinati allo stesso ufficio che quelli de’ Greci e forse degli Etruschi, avendo ciascun cittadino romano diritto di usare il suo sigillo. Nei primi tempi della Repubblica erano soltanto gli ambasciatori presso i popoli stranieri che ricevevano un anello di oro, sopra cui erano forse incisi emblemi allusivi alla dignità loro ed alla Repubblica; ma così fatti anelli non erano usati se non nel cerimoniale; in privato l’ambasciatore era cittadino romano, ed usava solamente l’anello di ferro.

In progresso di tempo l’anello d’oro fu tenuto dai Senatori, dai Magistrati, ed infine da ogni cavaliere, e per lungo tempo lo jus annuli aurei restò lor privilegio esclusivo, dove la plebe non avea che anelli di ferro o di bronzo; ma l’anello di ferro fu conservato pur fino all’ultimo tempo della Repubblica da quegli uomini nobili che si dicevano amanti della semplicità antica. Mario portava l’anello ferreo quando trionfò di Giugurta, e molte famiglie patrizie seguitavano tal costume e non usarono mai anelli di oro. Al cader della Repubblica furono gl’Imperatori investiti della facoltà di concederne l’uso. Tiberio fece una legge suntuaria con la quale ordinò, non potersi conferir l’anello di oro che a quelli che avessero sempre posseduto per due non interrotte generazioni quattrocentomila sesterzi; ma questa legge ebbe l'ef-