Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/426

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capitano d’antica virtù, nella mischia faticante e valoroso soldato, delle offese della repubblica punitore acerrimo, e delle proprie dimentico, di tenace e ferma volontà ne’ pubblici, e di arrendevole ne’ privati propositi, temuto e riverito principe, modesto e popolar cittadino, magistrato integerrimo, sapiente legislatore, filosofo e letterato insigne, singolarmente proprio in somma a porgere la più alta e sublime idea dell’umana natura, e ad estendere e nobilitare il nostro spirito con la contemplazione delle sue virtù. Non pertanto, questa si egregia virtù potè qualche fiala traviare. Vorremo noi perciò con invida ed avara sentenza (H2) ricusare a Giuliano il titolo di grand’uomo, per abbandonarlo alla men nobile schiera di quelli esseri slraordinarj che ornati di alcune splendide doti, pure la fralezza loro a celare non giungono a chi li considera attentamente? E qual uomo dunque, e di quale età presenta egli una virtù sempre uniforme a sè stessa? dicasi aperto^ se l’appellazione di grande fatta non è per Giuliano^ fatta non è ella per l’uomo.


Questo credemmo a dirsi necessario per la cognizione delle opere del nostro autore, strettamente collegate alla storia della sua vita e del suo regno. Comechè un assai illustre esempio ei palesasse dell’influenza degli sludj sul carattere di un principe, tuttavia nella pittura della vita attiva di chi resse i destini del mondo, non possono essi principalmente occupare la nostra curiosità,