Pagina:Della Nuova Istoria.djvu/437

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infine disgiungerlo da quella veste che gli è propria, •

snella e succinta, per opprimerlo col largo viluppo massimamente della veste italiana (’)? pregevolissima si, ma ad un lepore appropriata di affatto diversa natura, ralfinato, signorile, tutto in contegni, lieto delle antitesi e degli equivoci, abbondante nelle parole, e posto in gran parte nelPonor della frase e del periodo? sennonchè qui per avventura, tacciandoci d’arroganza, e la pellegrinila rinfacciandoci, non mancherà chi ci chiami disacconci estimatori di ciò che pure è cagione di illustri contese, onde con più opportuno, sebbene forse con non più modesto consiglio, passeremo a far qualche cenno di chi in questo cammino ci ha preceduti.

Noti sono gli espositori latini delle opere di Giuliano, il Canteclair ed il Cuneo dei Cesari, il Martini del Misopogono e delle lettere, il P. Petavio con fortuna migliore delle Orazioni. A chi ha qualche pratica di questi studj, non è men noto il metodo di tradurre che suolai osservare da’ critici. Fedeli in ogni cosa, ma sopra tutto all’obbligo che sembrano assumere di rendere insopportabile la lettura del loro autore, un’ombra vana, uno scheletro ti presentano, che quantunque serbi finanche i nessi e le giunture grammaticali, nessuna idea può risvegliare del Corpo che ha informato. Nè con ciò è nostra mente nuocere alla riverenza e gratitudine clic debbesi a quei dottissimi uomini, se unico scopo dei loro travagli fu il servire alla critica ed alta erudizione.

(’) Noi favelliamo delle difficoltà in generale, ben lontani dal Voler far qui una applicazione al nostro caso.