Pagina:Della congiura di Catilina.djvu/40

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della congiura di catilina 37

LIV.


Per nobiltà dunque, per eloquenza, ed età, ma più per altezza d’animo e per acquistata gloria, benchè diversi costoro, eran pari. Cesare, pe’ suoi beneficj e munificenze, tenuto era grande; per la incorrotta vita, Catone. A quello la pietà e la dolcezza acquistavano fama; a questo l’esser severo accrescea maestà: l’uno, col dare, soccorrere, e perdonare; l’altro, col nulla concedere, conseguito egual gloria si aveano. Cesare, degli infelici rifugio; de’ rei flagello, Catone: del primo la facilità, del secondo la fermezza laudavasi. Voleva Cesare affaticarsi, vegliare, sacrificar se stesso agli amici, nè cosa mai di rilievo negare: larga autorità, grand’esercito, nuove guerre ei bramava, campo al suo chiaro valore. Grave e modesto Catone, ma rigido in sommo grado: non egli di ricco fra i ricchi, non di fazioso fra i faziosi al vanto aspirava; ma di coraggioso tra i forti, di verecondo tra i modesti, d’incorruttibile tra gl’incorrotti. Volea Catone, più che parerlo, esser buono: tanta più gloria otteneva così, quanta egli men ne cercava.


LV.


Assentito ch’ebbe, come dissi, il Senato a Catone, il Console giudicò necessario di antivenire nella prossima notte ogni novità, col supplizio de’ rei. Fatta perciò apprestare l’esecuzione dai capitali Triumviri, e disposte le forze, conduce egli stesso Lentulo in carcere, e vi fa gli altri condur dai Pretori. Havvi, nel carcere chiamato Tulliano, un luogo circa dodici piedi sotterra profondo: in esso, per un lieve pendio, da mano manca all’entrata si scende. Le pareti dattorno, e la volta di quadrate squallide pietre, terribile ne fanno l’aspetto e bujo e fetente. Lentulo, là entro calato, dai già preposti carnefici strozzato era tosto. Così quel patrizio della nobile stirpe Cornelia, stato Console in Roma, fine de’ suoi costumi e misfatti ben degno trovava. Cetego, Statilio, Gabinio, e Cepario, ebbero lo stesso supplizio.


LVI.


Catilina intanto, della gente seco condotta, e di quella presso Manlio trovata, due legioni formava; e nelle coorti inserendo quanti volontarj ed ajuti venivano al campo, era in breve spazio