Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/25

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ALLA GEOGRAFIA DI STRABONE 11

le cose, se non se che nessun negozio o ufficio della vita trattasi rettamente da chiunque non abbia a duce la filosofia. Un secolo prima di Zenone disse Platone, che allora cesseranno i mali delle città e degli uomini quando i filosofi regneranno o filosoferanno i re (61), e veruno in ciò non derise Platone, quantunque il suo detto dal detto degli stoici il solo sapiente è re, non differisca che nelle parole. Ritorno a Strabone dovend'io parlare primamente della smarrita sua istoria.

Questa intitolavasi Memorie istoriche ('Ιστορικὰ ὑπομνήματα) come ne dice lo stesso padre di essa Strabone (62), e dopo Strabone, Plutarco (63). Suida scrive che fosse in quarautatrè libri, e comprendesse le cose dopo Polibio (64), cioè quelle che accaddero dopo questo istorico. Ma perchè Strabone medesimo nomina il sesto libro della sua istoria secondo dopo Polibio (65), si congettura che questi dopo Polibio incominciassero dal quinto libro, c che nei quattro precedenti, si esponessero i fatti anteriori e contemporanei a Polibio, in guisa che tutta l’istoria di Strabone compievasi in quarantasette libri, i quali con gran danno rapiti furonci dal tempo (66).

Oltre questa generale istoria reputano alcuni (67) che Strabone scrivesse eziandio una particolare istoria del magno Alessandro, e il congetturano da quel passo della sua Geografia, nel quale egli biasimando le menzogne degli istorici del Macedone dice: E già a noi cade in acconcio il considerare la maggior parte di queste cose, memorando i fatti d’Alessandro (68). Da tali parole solamente deduccsi che negli istorici com-