Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/40

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26 PROLEGOMENI

mente alla misura delle distanze da luogo a luogo. Ma di quinci comincia ella a divenire di più in più disciplina filosoGea, valendosi dell’aiuto dell’astronomia. Principe di questa filosofica geografia fu Eratostene il cireneo, discepolo in Atene del chio Aristone.

Costui fu invitato dal terzo Ptolemeo, e destinato a prefetto e custode della biblioteca alessandrina, famosa e pei lumi che sparse nel mondo, e per quanta tenebre proccurò poscia la sua distruzione. Eratostene nutrendo il suo studio con sì gran tesoro a lui affidato, divenne eruditissimo filologo (149). Ma perchè d’ordinario avviene in coloro che sanno molte cose ch’eglino le sappiano come l’omerico Margile, il quale

Opre molte sapea, e tutte male,

stimavasi Eratostene da’ suoi contemporanei dotto di cognizioni e scienza superficiale in quanto ei professava (150). Laonde il soprannomarono, altri per derisione, ed altri per più fiera passione dell’animo, Beta (151), significando così che in ogni disciplina propriamente aveva le secondarie parti, e in nessuna non era il primo. Comunque la cosa sia, se non nel rimanente, l’invidia sola ardisce negare che Eratostene non fu l’Alfa della geografia.

Egli primo, dietro la guida de’ suoi predecessori, c principalmente del marsigliese Pitea, e di molle altre notizie di contrade c cittá, quante ne scoprirono le spedizioni di Alessandro e dei re successori, perfezionò la tavola d’Anassimaudro, e compose un intiero geografico sistema, fondato in osservazioni astronomi-