Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 1.djvu/41

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ALLA GEOGRAFIA DI STRABONE 27

che, e diviso in tre libri, il quale con qualche cangiamento Strabone segui, e in compendio comprese nei primi due libri della sua geografia.

Il più splendido fra gli altri pregj d’Eratostene è l’impresa della nuova misura di tutta la terra, intorno la quale, oltre Strabone (152), uopo è leggere quanti fra i moderni favellarono di essa estesamente, senza dar tuttavia gran fede a coloro che tentano di sostenere, questa misura essere avanzo della sapienza di più antica nazione, nazione innominata che fiorì prima del dilùvio (153). Quest’opinione non suppone certamente un fatto impossibile, ma egli è, cred’io, più convenevole e più sicuro le cose note e scritte da uomo noto di nota nazione attribuire a questa nazione, anzichè congetturare, o immaginare sin dove progredissero le scienze presso genti delle quali nè si puote i libri mostrare, nè con certezza fissare il nazional nome.

Al dir d’Eratostene il perimetro della terra è di stadj 252,000 (154). Prima di questa, altra misura della terra nelle scritture de’ Greci non appare, se non se quella rammentata da Aristotele, dei 400,000 stadj (1 55), come opinione di certi matematici del tempo suo. Non m’è ignota la sentenza di coloro, i quali sostengono queste due misure non differire quasi che nel nome, e pressochè pareggiarsi, ove tu supponga due diversi stadj, quelli che settecento fanno un grado di periferia e gli altri che 1111 compiono lo stesso grado (156), e che Eratostene dei primi si valse, ed Aristotele dei secondi. Il medesimo pareggiamento adattano ad altre tre misure della terra, fondandosi nella uguale ipotesi della