Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/117

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libro primo 105

terra nella sua intierezza. E certo conveniva parlare anche di questa, ma non peraltro così disordinatamente. Premesso adunque che tutta quanta la terra è sferica, non già come se fosse lavorata al torno, ma con alcune irregolarità, soggiunge che molte mutazioni di figura che avvengono in alcune sue parti procedono dall’acqua, dal fuoco, dagli urti, dalle eruzioni e da altre cause consimili: e nemmanco in questa enumerazione non serba ordine alcuno. Perocchè l’essere sferica tutta la terra procede dalla disposizione dell’universo; nè le mutazioni di figura qui accennate possono punto alterare la terra tutta, essendochè dove trattasi di cose grandi dispaiono queste sì piccole: ma solo possono indurre qualche differenza nelle varie parti della terra abitata, e provengono tutte da cause loro prossime e particolari.

Dice poi Eratostene essere una grande quistione: «Come avvenga che a due mila ed anche a tre mila stadii dal mare in paesi mediterranei si veggono spesso conchiglie ed ostrache, e moltitudine di nicchi, e laghi di acque salse1. Così per esempio presso al tempio d’Ammone, e lungo la via di tre mila stadii che a quello

  1. Il testo dice λιμνοθάλατται che potrebbe tradursi laghi-marini, o cogli editori francesi maree d’acqua di mare. Non somministrandomi la nostra lingua un vocabolo solo corrispondente al greco seguitai il Bonacciuoli, trovando che la voce λιμνοθάλατται dei Greci significava appunto quei laghi vicini al mare, i quali comunque siano affatto dal mare disgiunti hanno peraltro comune con esso la proprietà di avere le acque salate.