Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/118

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106 della geografia di strabone

conduce avvi grande abbondanza di nicchi sparsi, e vi si trova tuttora gran quantità di sale, e getti d’acqua di mare che zampillano in alto. Veggonsi inoltre colà rottami di navi marine, i quali si dice che furono gittati fuori dal fondo d’una voragine; e figure di delfini sovrapposte a colonne colla iscrizione: Dei Teori di Cirene1». E dopo di queste parole Eratostene cita l’autorità di Stratone il fisico, e di Xanto lidio.

Al dire di Xanto, sotto il regno di Artaserse v’ebbe una gran siccità per modo che s’asciugarono i fiumi, i laghi ed i pozzi. Egli poi affermava di avere veduto in luoghi lontani dal mare pietre configurate a guisa di conchiglie o di pettini o di ceramidi, poi un lago di acque salse fra gli Armeni, e nella Mattiana2 e nella Frigia inferiore. D’onde egli era persuaso che dove ora è terra sia stato altre volte mare.

Stratone poi addentrandosi maggiormente nell’etiologia3 sostiene: «Che l’Eussino non avesse da prima veruna bocca dalla parte di Bisanzio, ma che in processo di tempo i fiumi che in quello si gettano fecero forza ed apersero il varco, sicchè poi l’acqua andò a cadere nella Propontide e nell’Ellesponto. E che lo

  1. Erano i Teori, personaggi deputati a sorvegliare nella celebrazione dei giuochi ed in altre feste pubbliche religiose.
  2. L’ordine col quale Strabone vien nominando questi paesi dimostra che la Mattiana qui accennata non è quella compresa nella Media, ma corrisponde a quella contrada abitata da’ Mattiani, che Erodoto colloca lungo il fiume Alis ond’erano separati dalla Frigia. (G.)
  3. L’etiologia è lo studio delle cagioni.