Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/144

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
132 della geografia di strabone

sarebbe cosa mirabile se mentre in ogni clima soffiano i venti, e da per tutto chiamasi Noto quello che viene dal mezzogiorno, vi fosse qualche regione dove non facesse mai cotal vento. Ora per lo contrario non solamente l’Etiopia ha quello che presso di noi dicesi Noto, ma ben anche tutto il paese al di là, fino all’equatore. Se dunque in Erodoto v’era qualcosa da rimproverare doveva essere l’aver creduto che si dicano Iperborei quelli appo i quali il Borea non spira: perocchè sebbene i poeti ciò dicano per troppo amore del favoloso, gl’interpreti per altro che parlano dirittamente notano che si denominano Iperborei i popoli estremamente boreali. Il limite poi de’ paesi boreali è il polo, de’ meridionali è l’equatore; e questi sono i confini anche dei venti che portano questi nomi1.

Dopo di ciò Eratostene parla di coloro che raccontarono cose affatto inventate e impossibili, sia sotto forma di favola o sotto quella di storia: dei quali non conveniva ch’egli facesse menzione; come non era conveniente ch’egli in argomento di tanto rilievo si fermasse ad esaminare ciò che alcuni ciarlieri possono aver detto. Questa pertanto è la via da lui battuta nella prima parte delle sue Memorie.

  1. Cioè i nomi di Borea e di Noto.